04/01/2021

Legge di Bilancio 2021, novità per agevolazioni, investimenti e leasing

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Nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre 2020 è stata pubblicata la legge di Bilancio 2021. Tra conferme e qualche modifica è possibile usufruire di diversi incentivi per investire anche nel 2021. Nel dettaglio:

1. Proroga Credito d’imposta investimenti nel Mezzogiorno 2022 (art. 1, commi 171 e 172).

Viene prorogato al 31 dicembre 2022 (originario termine 31 dicembre 2020) il credito d’imposta per l’acquisto – anche mediante locazione finanziaria (leasing) – di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

Le piccole imprese possono ottenere fino al 45% dell’investimento effettuato (anche retroattivamente) o da effettuare attraverso un credito d’imposta da utilizzare in compensazione sulle imposte.

2. Transizione 4.0: Credito d’imposta per beni strumentali nuovi (art. 1, commi 1051-1067).

Si rafforza il programma di Transizione 4.0 per rilanciare il ciclo degli investimenti penalizzato dall’emergenza legata al COVID-19.

In particolare per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali non 4.0, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 il credito d’imposta spetta nella misura del 10%.

Inoltre, la misura del credito d’imposta è aumentata al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali che immateriali, destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile effettuati nel medesimo periodo (co. 1054).

Per gli investimenti in beni dell’Allegato A (annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (ovvero per i beni 4.0 ex iper-ammortamento) il credito d’imposta è riconosciuto (co. 1056): 

  • nella misura del 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;  
  • nella misura del 30% per la quota superiore a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro e  
  • nella misura del 10% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Per gli investimenti in beni immateriali indicati nell’allegato B (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0”, effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 20% del costo.

E’ consentito godere della specifica agevolazione per i beni immateriali (allegato B), anche senza aver investito in un bene materiale (allegato A); è stato infatti eliminato dal 2020 il vincolo di carattere soggettivo che legava originariamente le due misure.

Per tali misure è possibile anche completare l’investimento entro giugno 2022 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione (in caso di investimento in leasing finanziario occorrerà invece la firma delle parti in contratto ed il versamento del 20% a titolo di maxi-canone da parte dell’utilizzatore nei confronti della società di leasing). Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria il beneficiario del credito d’imposta sarà il soggetto utilizzatore e per il calcolo del credito si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni

Dal punto di vista soggettivo possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, tranne le imprese in stato di crisi e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive. Il credito d’imposta di cui ai commi 1054 e 1055 dell’articolo in commento (e cioè il credito d’imposta relativo ai beni materiali e immateriali strumentali non rientranti nell’Industria 4.0) si applica alle stesse condizioni e negli stessi limiti anche agli investimenti effettuati dagli esercenti arti e professioni (titolari di reddito di lavoro autonomo). Dal punto di vista oggettivo, invece, sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti concernenti veicoli e altri mezzi di trasporto, beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5 per cento, fabbricati e costruzioni.

Funzionamento del credito d’imposta 

È chiarito esplicitamente dalla norma (co. 1059) che il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di entrata in funzione dei beni per gli investimenti di cui ai commi 1054 e 1055 (beni materiali diversi da quelli relativi a Industria 4.0), ovvero a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti in beni materiali e immateriali Industria 4.041 (di cui ai commi 1056, 1057 e 10588). Previsto un prezioso “jolly”, poi, per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro che effettuano investimenti in beni strumentali ai sensi del comma 1054 (beni materiali diversi da Industria 4.0) a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021: il credito d’imposta spettante, infatti, è utilizzabile in compensazione in un’unica quota annuale (co. 1059, secondo periodo) quindi non nel periodo di ammortamento ma subito!.

Ricordiamo che: 

  • il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto;
  • è compensabile oltre che con le imposte sui redditi anche con le ritenute d’acconto, l’IVA e i contributi previdenziali;
  • il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive
  • le imprese che si avvalgono del credito d’imposta Industria 4.0 effettuano una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. Sarà successivamente demandato a un apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico il compito di stabilire il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione in relazione a ciascun periodo di imposta agevolabile;
  • per i beni materiali e immateriali 4.0, il cui costo di acquisizione supera i 300 mila euro, nel
    nuovo piano transizione resta l’obbligo della perizia asseverata o dell’attestato di
    conformità rilasciato da un ente di certificazione. Per gli investimenti di importo inferiore
    basterà, come oggi, una dichiarazione del legale rappresentante.

3. Nuova Legge Sabatini

Cambiano le regole per la Nuova Sabatini. Il contributo verrà erogato in un’unica soluzione
per tutte le piccole e medie imprese, indipendentemente dall’importo dell’operazione, anche per investimenti oltre i 200mila euro legando il contributo all’investimento e non al rientro del finanziamento. In tal modo diventa più rapido incassare il contributo previsto.
La Legge Sabatini concede un contributo in conto impianti attraverso un finanziamento bancario o acquisizione in leasing, di beni materiali  o immateriali. Sostanzialmente va a coprire gli interessi, calcolati convenzionalmente al 2,75% per gli investimenti ordinari e al 3,575% per quelli in tecnologie digitali.