Bonus Investimenti Sud

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta per gli acquisti di beni strumentali nuovi. Si tratta di un risparmio d’imposta del 25% per le grandi aziende, 35% per le medie e 45% per le piccole imprese.

E’ utilizzabile solo in compensazione in F24, indicando il codice tributo 6889. La compensazione può avvenire con qualsiasi F24 e solo in via telematica a partire dal quinto giorno dal rilascio della ricevuta di fruibilità rilasciata dall’agenzia dell’entrate.

Ad Esempio un investimento in attrezzature o impianti di € 100.000 + IVA acquistato con Leasing finanziario in 5 anni con anticipo 10% e riscatto 1% e 59 canoni leasing dà diritto all’azienda ad un investimento netto agevolabile di 100.000 € che per una piccola azienda consente di ottenere subito un credito di 45.000€ da compensare con F24 delle imposte a partire dal 5 giorno successivo all’ottenimento del decreto. 

Tutte le Aziende, indipendentemente dalla forma giuridica, con strutture produttive situate nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, e nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo.

Che realizzino investimenti in macchinari, impianti, attrezzature varie nuove di fabbrica e che provvedano a:

  • creazione di una nuova unità produttiva
  • ampliamento di uno stabilimento esistente
  • diversificare la produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente.

“Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio”. Pertanto, risultano agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie  relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Sono esclusi dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati “investimenti iniziali”; i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce),  i materiali di consumo. Inoltre, i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della “strumentalità” rispetto all’ attività esercitata dall’ impresa beneficiaria del credito d’imposta.”

La richiesta del credito d‘imposta si effettua presentando un’apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate con il modello “CIM 17. Entro breve l’Agenzia invia ricevuta con indicazione del credito riconosciuto. L’autorizzazione o meno alla fruizione del credito d’imposta è comunicata dall’Agenzia delle Entrate in via telematica mediante un’apposita ricevuta. Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito d’imposta.

Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture (sono ammesse  quelle classificate con il codice 52. “MAGAZZINAGGIO E ATTIVITÀ DI SUPPORTO AI TRASPORTI”), della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’accesso al credito d’imposta è precluso anche alle imprese in difficoltà. L’articolo 199 del Decreto Rilancio (DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34) specifica, al quinto comma, che “Fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 107, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, l’agevolazione di cui ai commi da 98 a 106 del medesimo articolo 1 si applica anche ai soggetti operanti nei settori del magazzinaggio e supporto ai trasporti.”

Sono esclusi dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati “investimenti iniziali”; i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce),  i materiali di consumo. Inoltre, i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della “strumentalità” rispetto all’ attività esercitata dall’ impresa beneficiaria del credito d’imposta.”

 

Vi è la possibilità di cumulare il credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa Ue. 

Dal punto di vista dichiarativo il credito di imposta deve essere indicato nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito stesso è maturato (il periodo di imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati), nonché nel quadro RU dei modelli di dichiarazione relativi ai periodi di imposta nel corso dei quali il credito viene utilizzato in compensazione.

Ammessa la cessione dei punti vendita. Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno non decade se i beni agevolati non vengono dismessi o ceduti a terzi, ma restano parte integrante dell’azienda che viene affidata in gestione ad un soggetto terzo tramite contratto di affitto.

Bonus rideterminato se si modifica il piano d’investimento. Ai fini della fruizione del credito è necessario compilare e inoltrare telematicamente all’Agenzia delle entrate l’apposita comunicazione, nella quale è esposta la cadenza temporale dell’investimento programmato, e sono indicate le somme investite e il relativo credito di imposta. In caso di traslazione integrale o parziale degli investimenti originariamente programmati – specifica il Fisco – la presentazione di una comunicazione di rettifica comporta la rideterminazione degli anni in cui il credito d’imposta è da considerarsi fruibile, con effetti indiretti sulle previsioni di spesa, ma senza incidere sul diritto alla fruizione del credito, che resta subordinato all’effettivo realizzo degli investimenti. ( vedi Risposta Istanza 3 Febbraio 2020 n. 1 ). 

I beni oggetto di investimento devono essere strumentali. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che la strumentalità del bene deve essere verificata rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria. I beni, dunque, devono essere di uso durevole ed idonei ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.
• I beni oggetto di investimento devono essere strumentali. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che la strumentalità del bene deve essere verificata rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria. I beni, dunque, devono essere di uso durevole ed idonei ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.
• La norma prevede espressamente la rideterminazione del credito di imposta nel caso in cui:
-i beni oggetto dell’agevolazione non entrino in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione:
– siano dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale gli stessi sono entrati in funzione.

Ai fini della concessione di agevolazioni fiscali per investimenti in aree svantaggiate (articolo 1, commi da 271 a 279, della legge 27 dicembre 2006,  n. 296), la rilevanza delle operazioni di locazione finanziaria è riconosciuta nel rispetto degli orientamenti comunitari e della disciplina contrattuale interna.

In particolare, il punto 53 degli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 prevede che i costi dei beni oggetto d’investimento “possono essere presi in considerazione solo se il contratto di locazione ha la forma di leasing finanziario e contiene l’obbligo di acquisire l’attivo alla scadenza del contratto di locazione”.

Pertanto, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, la disciplina contrattuale interna, nel rispetto di quella  comunitaria, impone che nei contratti di leasing finanziario relativi a beni agevolati debba essere inserita una specifica disposizione che preveda l’esercizio “anticipato” del diritto di opzione da parte dell’impresa utilizzatrice. In tal modo, quest’ultima esercita anticipatamente, già al momento di stipula del contratto, l’opzione di riscatto del bene oggetto del contratto di locazione finanziaria, i cui effetti (fatto salvo il regolare adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali) decorrono dal momento della finita locazione.

 

Il trasloco non cancella l’agevolazione

Nella risposta a interpello 251/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che dichiara di aver realizzato una serie di investimenti produttivi in leasing all’interno di un insediamento in affitto ubicato in un centro commerciale. A distanza di un anno, però, l’impresa constata che i risultati dell’attività non sono in linea con quanto atteso, e decide di trasferire l’unità produttiva in un Comune diverso, anch’esso rientrante in una delle aree agevolate ai fini del bonus.Tale ultimo particolare è sufficiente, per l’impresa, a conservare il diritto all’agevolazione, in quanto sebbene i beni saranno destinati a un’altra struttura produttiva, gli stessi saranno comunque impiegati in altro punto vendita rientrante appieno nei territori agevolati.

Il nesso tra la struttura produttiva e   i luoghi in cui il bene produttivo acquistato viene effettivamente utilizzato.

Nella risposta a interpello 252/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che noleggia a terze economie attrezzature tipo raccoglitori e strumentazioni particolari  identificati da tag, con tecnologia RFID UHF che permette di avere la piena tracciabilità e controllo dei flussi. L’agenzia ritiene che,  tenuto conto che il credito di imposta spetta esclusivamente per investimenti in beni strumentali nuovi.  si ritiene sia possibile accedere al credito di imposta in questione in presenza di un dimostrabile nesso funzionale sufficientemente stringente tra la struttura produttiva, ubicata nelle zone agevolate, e i luoghi in cui il bene produttivo acquistato viene effettivamente utilizzato. Solo in presenza di uno stretto vincolo di connessione funzionale tra bene agevolabile e struttura produttiva situata in uno dei territori agevolabili, infatti, l’investimento contribuisce alla crescita di tale struttura produttiva e può essere considerato come sua mera diramazione, a prescindere dalla presenza fisica dello stesso in azienda. A tal fine occorre, quindi, che il soggetto istante mantenga in ogni caso il possesso del bene anche quando quest’ultimo viene utilizzato presso strutture localizzate al di fuori dei territori agevolabili, sopportandone i rischi relativi (guasti, responsabilità civile verso terzi, ec..) e servendosi di proprio personale per il suo utilizzo.