Bonus Investimenti SUD

Viene prorogato al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta per l’acquisto – anche mediante locazione finanziaria (leasing) – di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).  

Ad Esempio un investimento in attrezzature o impianti di € 100.000 + IVA acquistato con Leasing finanziario in 5 anni con anticipo 10% e riscatto 1% e 59 canoni leasing dà diritto all’azienda ad un investimento netto agevolabile di 100.000 € che per una piccola azienda consente di ottenere subito un credito di 45.000€ da compensare con F24 delle imposte a partire dal 5 giorno successivo all’ottenimento del decreto.

Bonus Sud in Pillole

E’ il riconoscimento di un risparmio sulle imposte (qualsiasi) per chi investe in macchinari e attrezzature nuove

A quanto ammonta?

Risparmio d’imposta che consente di ottenere rispetto all’investimento:

– credito del 25% per le grandi aziende, 

– credito del 35% per le medie 

– credito del 45% per le piccole imprese,

per chi?

Aziende delle Regioni Sud indicate che effettuano investimenti in macchinari, impianti, attrezzature varie nuove di fabbrica per la creazione di una nuova unità produttiva, ampliamento di uno stabilimento esistente o diversificare la produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente.

come?

Presentando domanda utilizzando il software CIM17, disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it si ottiene risposta dall’agenzia del credito riconosciuto usufruibile dopo il quinto giorno in detrazione con F24 telematico.

Un Esempio di Bonus Sud

L'azienda progetta un programma di investimenti anche se già inziato nel 2017 e lo completa entro l'anno.
Investi
primo passo
Presenta con apposita domanda il progetto presso l'azienda delle entrate, che entro un mese effettua un decreto di concessione delle agevolazioni.
Domanda
secondo passo
Dopo 5 gg dal decreto con F24 telematici usando l'apposito codice l'azienda recupera la percentuale riconosciutagli dell'investimento.
Erogazione
terzo passo

FAQ

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Risultano agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie  relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Sono esclusi dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati “investimenti iniziali”; i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce),  i materiali di consumo. Inoltre, i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della “strumentalità” rispetto all’ attività esercitata dall’ impresa beneficiaria del credito d’imposta.”

“Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio”.  Questo recita la circolare ministeriale. Ai fini della concessione di agevolazioni fiscali per investimenti in aree svantaggiate (articolo 1, commi da 271 a 279, della legge 27 dicembre 2006,  n. 296), la rilevanza delle operazioni di locazione finanziaria è riconosciuta nel rispetto degli orientamenti comunitari e della disciplina contrattuale interna.

In particolare, il punto 53 degli Orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2007-2013 prevede che i costi dei beni oggetto d’investimento “possono essere presi in considerazione solo se il contratto di locazione ha la forma di leasing finanziario e contiene l’obbligo di acquisire l’attivo alla scadenza del contratto di locazione”.

Pertanto, ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, la disciplina contrattuale interna, nel rispetto di quella  comunitaria, impone che nei contratti di leasing finanziario relativi a beni agevolati debba essere inserita una specifica disposizione che preveda l’esercizio “anticipato” del diritto di opzione da parte dell’impresa utilizzatrice. In tal modo, quest’ultima esercita anticipatamente, già al momento di stipula del contratto, l’opzione di riscatto del bene oggetto del contratto di locazione finanziaria, i cui effetti (fatto salvo il regolare adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali) decorrono dal momento della finita locazione.

Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture (sono ammesse  quelle classificate con il codice 52. “MAGAZZINAGGIO E ATTIVITÀ DI SUPPORTO AI TRASPORTI”), della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’accesso al credito d’imposta è precluso anche alle imprese in difficoltà. L’articolo 199 del Decreto Rilancio (DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34) specifica, al quinto comma, che “Fermo quanto previsto dall’articolo 1, comma 107, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, l’agevolazione di cui ai commi da 98 a 106 del medesimo articolo 1 si applica anche ai soggetti operanti nei settori del magazzinaggio e supporto ai trasporti.”

Sono esclusi dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati “investimenti iniziali”; i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce),  i materiali di consumo. Inoltre, i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della “strumentalità” rispetto all’ attività esercitata dall’ impresa beneficiaria del credito d’imposta.”

Un aspetto interessante del credito d’Imposta per il Mezzogiorno riguarda la sua efficacia retroattiva, utile alle molte realtà produttive a cui potrebbe essere sfuggito un incentivo di tale portata. Tale agevolazione è stata introdotta nel 2016 e poi mantenuta attivo attraverso una serie di proroghe e integrazioni. Questo vuol dire che si può ancora usufruire del beneficio nuovi impianti, attrezzature e macchinari acquistati a partire dal 1º gennaio 2016 che rispettino i parametri di ammissibilità.

Vi è la possibilità di cumulare il credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa Ue. 

Dal punto di vista dichiarativo il credito di imposta deve essere indicato nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito stesso è maturato (il periodo di imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati), nonché nel quadro RU dei modelli di dichiarazione relativi ai periodi di imposta nel corso dei quali il credito viene utilizzato in compensazione.

Ammessa la cessione dei punti vendita. Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno non decade se i beni agevolati non vengono dismessi o ceduti a terzi, ma restano parte integrante dell’azienda che viene affidata in gestione ad un soggetto terzo tramite contratto di affitto.

Bonus rideterminato se si modifica il piano d’investimento. Ai fini della fruizione del credito è necessario compilare e inoltrare telematicamente all’Agenzia delle entrate l’apposita comunicazione, nella quale è esposta la cadenza temporale dell’investimento programmato, e sono indicate le somme investite e il relativo credito di imposta. In caso di traslazione integrale o parziale degli investimenti originariamente programmati – specifica il Fisco – la presentazione di una comunicazione di rettifica comporta la rideterminazione degli anni in cui il credito d’imposta è da considerarsi fruibile, con effetti indiretti sulle previsioni di spesa, ma senza incidere sul diritto alla fruizione del credito, che resta subordinato all’effettivo realizzo degli investimenti. ( vedi Risposta Istanza 3 Febbraio 2020 n. 1 ). 

I beni oggetto di investimento devono essere strumentali. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che la strumentalità del bene deve essere verificata rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria. I beni, dunque, devono essere di uso durevole ed idonei ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.
• I beni oggetto di investimento devono essere strumentali. Al riguardo, l’Agenzia ha chiarito che la strumentalità del bene deve essere verificata rispetto all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria. I beni, dunque, devono essere di uso durevole ed idonei ad essere impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo dell’impresa.
• La norma prevede espressamente la rideterminazione del credito di imposta nel caso in cui:
-i beni oggetto dell’agevolazione non entrino in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione:
– siano dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale gli stessi sono entrati in funzione.

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La legge prevede l’inoltro di una comunicazione all’Agenzia delle Entrate utilizzando modelli di domanda specifici con l’elenco dettagliato dei beni strumentali per cui si richiede l’ammissione al credito d’imposta. L’investimento puè essere in parte già realizzato e anche da realizzare. Bisogna fare però attenzione a compilare la domanda rispettando tutte le condizioni delle normative agevolative nazionali e europee. 

Una volta assolte le verifiche del caso, l’Agenzia delle Entrate rilascia l’autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta riconosciuto. A partire dal quinto giorno successivo al rilascio di tale autorizzazione, il credito può essere utilizzato a compensazione degli oneri fiscali dichiarati sui modelli F24. 

Il trasloco non cancella l’agevolazione

Nella risposta a interpello 251/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che dichiara di aver realizzato una serie di investimenti produttivi in leasing all’interno di un insediamento in affitto ubicato in un centro commerciale. A distanza di un anno, però, l’impresa constata che i risultati dell’attività non sono in linea con quanto atteso, e decide di trasferire l’unità produttiva in un Comune diverso, anch’esso rientrante in una delle aree agevolate ai fini del bonus.Tale ultimo particolare è sufficiente, per l’impresa, a conservare il diritto all’agevolazione, in quanto sebbene i beni saranno destinati a un’altra struttura produttiva, gli stessi saranno comunque impiegati in altro punto vendita rientrante appieno nei territori agevolati.

Il nesso tra la struttura produttiva e   i luoghi in cui il bene produttivo acquistato viene effettivamente utilizzato.

Nella risposta a interpello 252/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che noleggia a terze economie attrezzature tipo raccoglitori e strumentazioni particolari  identificati da tag, con tecnologia RFID UHF che permette di avere la piena tracciabilità e controllo dei flussi. L’agenzia ritiene che,  tenuto conto che il credito di imposta spetta esclusivamente per investimenti in beni strumentali nuovi.  si ritiene sia possibile accedere al credito di imposta in questione in presenza di un dimostrabile nesso funzionale sufficientemente stringente tra la struttura produttiva, ubicata nelle zone agevolate, e i luoghi in cui il bene produttivo acquistato viene effettivamente utilizzato. Solo in presenza di uno stretto vincolo di connessione funzionale tra bene agevolabile e struttura produttiva situata in uno dei territori agevolabili, infatti, l’investimento contribuisce alla crescita di tale struttura produttiva e può essere considerato come sua mera diramazione, a prescindere dalla presenza fisica dello stesso in azienda. A tal fine occorre, quindi, che il soggetto istante mantenga in ogni caso il possesso del bene anche quando quest’ultimo viene utilizzato presso strutture localizzate al di fuori dei territori agevolabili, sopportandone i rischi relativi (guasti, responsabilità civile verso terzi, ec..) e servendosi di proprio personale per il suo utilizzo.
Calcoliamo per te la percentuale di risparmio che puoi ottenere e verifichiamo se puoi accedere al Leasing.

Troveremo la soluzione più adatta alla tua azienda.