30/03/2021

Credito d’imposta per l’acquisto di macchinari nuovi 2021 – Industria 4.0

By ri

La legge di Bilancio 2021 prevede che la misura del credito d’imposta debba variare in relazione alla tipologia di beni oggetto dell’investimento e all’anno in cui si effettua l’investimento.

Beni ordinari o generici 

Credito d’imposta del 10% (era 6% nel 2020) spetta sia ad imprese che ad esercenti arti e professioni per:

  • investimenti in beni strumentali materiali, non 4.0, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro;
  • investimenti in beni strumentali immaterialidiversi da software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro. 15% per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile.

Beni Materiali Industria 4.0.

Per i beni materiali ricompresi nell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016 n. 232), ovvero i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0, il credito d’imposta spetta nelle seguenti misure:

  • 50%del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30%per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 10%del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 20 milioni di euro.

Le suddette misure sono riconosciute per investimenti a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Per quanto riguarda, invece, gli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta spetta nelle seguenti misure:

  • 40%del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 20%per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 10%per la quota di investimenti superiori a 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili, pari a 20 milioni di euro.

Beni immateriali

Per gli investimenti aventi ad oggetto beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (ricompresi nell’allegato B annesso alla legge di bilancio 2017 e successivamente integrato dalla legge di bilancio 2018), il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro (precedentemente era prevista una diversa modulazione delle aliquote, con il limite massimo di 700.000 euro).

4.0 Alcune Specifiche

Chi può farlo, per quali beni e attenzione ai tempi o all'alienazione dei beni

A chi si applica ?

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio nazionale. Tutti gli Imprenditori italiani (individuali e società) – inclusi gli enti non commerciali (sono compresi anche gli enti locali, nella misura in cui esercitano un’attività di impresa e un’attività commerciale ai fini Iva) con riferimento all attività commerciale e le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti – che investono in beni strumentali nuovi. Gli Esercenti arti e professioni, purchè l investimento non riguardi beni materiali e immateriali c.d. industria 4.0 (quelli elencati negli allegati A e B alla L. n. 232/2016).

I soggetti esclusi ?

Le imprese in stato di crisi, ovvero le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale ovvero altra procedura concorsuale prevista dalla legge fallimentare, dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14/2019), o da altre leggi speciali o che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni. Inoltre è necessario il:

  • Rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore; 
  • Rispetto del versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavorato

Quali beni comprende?

Sono i beni materiali ricompresi nell’allegato A annesso alla legge di bilancio 2017 (Legge 11 dicembre 2016 n. 232), ovvero i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0.Oppure i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali “Industria 4.0” (ricompresi nell’allegato B annesso alla legge di bilancio 2017 e successivamente integrato dalla legge di bilancio 2018). Per tali beni le imprese sono  inoltre tenute a produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato da cui risulti che i beni possiedono
caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, l’onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

I beneficiari del bonus sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili quindi le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni di riferimento e per gli investimenti nell’ottica di Industria 4.0,  e la perizia o la certificazione e l’autocertificazione.

Beni Esclusi ?

Sono esclusi dal bonus gli investimenti relativi ai seguenti beni:
– veicoli e altri mezzi di trasporto comunque utilizzati (art. 164, comma 1, Tuir). Al riguardo l’Agenzia delle entrate con la risposta all’interpello n. 189 del 17 marzo 2021 intervenuta per stabilire se sia agevolabile un bene strumentale riguardante un’autobetoniera con pompa, composto di due parti: autotelaio targato e attrezzatura specifica montata su autotelaio. L’applicazione del credito d’imposta maggiorato nel caso di investimenti in autoveicoli, macchinari e attrezzature non può riguardare anche la componente “autoveicolo”, ma solo ci che rientra nella componente macchinari, ovvero, nel caso esaminato, la betoniera con pompa. Solo questa seconda parte pertanto dotata dei requisiti per fruire del credito d’ imposta maggiorato in quanto bene industria 4.0. 

– beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (ammortamento oltre 15 esercizi);
–  fabbricati e costruzioni;
– condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile, ferroviario e tramviario; aerei completi di equipaggiamento (Allegato 3 annesso alla legge di stabilit 2016);
– beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

Cosa è l'interconnessione?

Il mantenimento del diritto all’agevolazione dipende dal soddisfacimento dei requisiti tecnici e di interconnessione dei beni 4.0 per l’intera durata dell’incentivo, in quanto la trasformazione tecnologica e digitale in ottica 4.0 comporta che l’impresa operi effettivamente e costantemente secondo tali modalità.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti in beni materiali e immateriali Industria 4.0.

Come previsto dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate 30.03.2017, n. 4/E, i beni materiali ed immateriali previsti dagli Allegati A e B devono rispettare il requisito della “interconnessione” al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Tale requisito risulta indispensabile per avere diritto all’agevolazione.

Per interconnessione si intende che il bene scambi informazioni con sistemi interni (es.: sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio, anche in remoto, e controllo, altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (es.: clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCPIP, HTTP, MQTT, ecc.). Infine sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (es.: indirizzo IP).

Alienazione

Il contribuente deve astenersi dall’alienazione o delocalizzazione del bene ha una durata:

  • fino al 31/12 del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione per beni ordinari;
  • fino al 31/12 del secondo anno successivo a quello di avvenuta interconnessione per beni 4.0.

Non deve essere restituito l’incentivo:

  • nel caso di investimento sostitutivo del bene materiale 4.0 oggetto di cessione, nel medesimo periodo d’imposta, con un bene nuovo avente caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori a quelle previste dall’allegato A annesso alla L. 232/2016, previa analoga attestazione dell’effettuazione dell’investimento sostitutivo, delle caratteristiche del nuovo bene e del requisito dell’interconnessione;
  • nel caso di destinazione del bene all’utilizzo in più sedi produttive e, pertanto, temporaneo utilizzo anche fuori dal territorio dello Stato senza che si possa configurare una delocalizzazione all’estero;
  • non scatta in caso di affitto d’azienda o ramo d’azienda. In tal caso l’agevolazione continua in capo al cessionario trattandosi di un mero mutamento della titolarità dell’azienda, che non altera di per sé il livello tecnologico e digitale del complesso aziendale.

E' possibile il Leasing Finanziario ?

Per gli investimenti in leasing, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. Pertanto indipendentemente dal pagamento dei canoni il credito spetta da subito e sul costo sostenuto.

L’agenzia delle entrate ammette il leasing finanziario come modalità per usufruire del credito d’imposta 4.0 e ordinario.

Per usufruire del credito d’imposta in caso di  leasing rileva la data in cui il bene è consegnato o comunque entra nella disponibilità dell’utilizzatore rinvenibile dal verbale di consegna allegato al contratto di leasing. 

E’ possibile chiedere alla società di leasing che le fatture dei canoni comprendano la dicitura della normativa.

E' Cumulabile ?

Si. Il bonus è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile Irap, non porti al superamento del costo sostenuto.

Il credito d’imposta Sisma centro Italia  ha esteso la disciplina del credito d’imposta Mezzogiorno  alle imprese che effettuano l’acquisizione di beni strumentali nuovi, facenti parte di un progetto di investimento iniziale, destinati a strutture produttive ubicate nei Comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016. Quindi non solo cumulabile con il credito d’imposta Sud ma anche Sisma.