26/03/2020

Credito D’imposta 2020 per Investimenti In Beni Strumentali, indicazione della normativa in fattura

By ri

NEWS Legge Finanziaria 2021.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risoluzione n. 3/E, recante Istituzione dei codici tributo per l’utilizzo in compensazione tramite modello F24 dei crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali (di cui all’art. 1, commi 184 e ss. Legge di bilancio 2020 e art. 1, commi 1051 e ss. Legge di bilancio 2021). In particolare, per consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta di cui all’art. 1, commi 184 e ss. della legge di Bilancio 2020 tramite il modello F24, da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, sono istituiti i seguenti codici tributo: • “6932” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, comma 188, legge n. 160/2019”; • “6933” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 189, legge n. 160/2019”; • “6934” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 190, legge n. 160/2019”.

Per consentire l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta di cui all’art. 1, commi 1051 e ss. della legge di Bilancio 2021 tramite il modello F24, da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate, sono istituiti i seguenti codici tributo: • “6935” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi (diversi dai beni di cui agli allegati A e B alla legge n. 232/2016) – art. 1, commi 1054 e 1055, legge n. 178/2020”; • “6936” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, commi 1056 e 1057, legge n. 178/2020”; • “6937” denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato B alla legge n. 232/2016 – art. 1, comma 1058, legge n. 178/2020”.

Chi vuole usufruire del credito d’imposta sugli investimenti nel 2020 deve fare particolare attenzione al rispetto di determinate condizioni.

L’indicazione sulla fattura (o sugli altri documenti di acquisto) della disposizione di legge è una di queste condizioni.

In particolare la disciplina delle agevolazioni in commento si trova all’articolo 1 della Legge 160/2019 ai commi:

  • comma 188: beni generici che danno diritto ad un credito d’imposta al 6%;
  • comma 189: beni materiali industria 4.0
  • comma 190: beni immateriali industria 4.0

Pertanto bisogna indicare in fattura l’apposita dicitura “Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art. 1, commi da 184 a 194, Legge n. 160/2019”.

Nel caso di LEASING FINANZIARIO il fornitore già in fase di preventivo comunica alla società di leasing che il cliente intende avvalersi del credito d’imposta per quell’investimento così che la società di leasing emetterà fatture di canoni che saranno emesse a fronte del contratto di locazione finanziaria l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 con una appendice al contratto.

Spetterà poi all’azienda che usufruisce del credito la conservazione della documentazione circa l’effettivo sostenimento dei costi e la corretta determinazione dei costi e del beneficio.

NEWS: Con la Risposta n. 439 dell’Agenzia delle Entrate del 5 ottobre 2020 l’Agenzia delle entrate ha fornito le istruzioni al fine di poter non perdere il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi.

In particolare l’Agenzia, premesso che fattura sprovvista del riferimento all’articolo 1, commi da 184 a 197, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, non è considerata documentazione idonea e determina, quindi, in sede di controllo la revoca della quota corrispondente di agevolazione, stabilisce:

in relazione alle fatture emesse in formato cartaceo, che il citato riferimento normativo può essere riportato dall’impresa acquirente sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro;

in relazione alle fatture elettroniche, che il beneficiario, in alternativa, può:

1) stampare il documento di spesa apponendo il predetto riferimento all’articolo 1, commi da 184 a 197, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 con scritta indelebile da conservare ai sensi dell’articolo 34, comma 6, del D.P.R n. 600 del 1973 (il quale rinvia all’articolo 39 del Decreto IVA);

2) realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e conservare insieme allo stesso con le modalità indicate, seppur in tema di inversione contabile, nella circolare n. 14/E del 2019.