È l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico dedicata alle micro, piccole e medie imprese che vogliono acquisire impianti, attrezzature, macchinari e beni strumentali, hardware, software e tecnologie digitali che siano nuovi ed ad uso produttivo. Ha lo scopo di facilitare l’accesso al credito delle imprese.

Il contributo erogato dal Ministero dello sviluppo economico è pari all’ammontare complessivo degli interessi calcolati al tasso del 2,75% per investimenti ordinari e del 3,575 per investimenti Industria 4.0 su un piano convenzionale di ammortamento con rate semestrali costanti e della durata di 5 anni, di importo corrispondente al finanziamento.

Con la legge di Bilancio 2020, a questi due contributi, si sono aggiunte due nuove misure agevolative:
– la Sabatini Sud, che prevede un contributo ministeriale pari al 5,5% riservato alle micro e piccole imprese che effettuano investimenti in tecnologie “Industria 4.0” nelle regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia);
– la Sabatini green, che prevede un contributo ministeriale pari al 3,575%, a favore delle micro, piccole e medie imprese che acquistino macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito di programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Una azienda del Sud che realizza un investimento teconologico ad esempio di 100.000 euro in beni con tecnologia 4.0 riesce quindi ad ottenere in un unica soluzione un contributo in conto interessi grazie alla Legge Sabatini di 15.739 euro. 

Novità della Sabatini con il Decreto Agosto

In più a decorrere dal 17 luglio 2020 gli investimenti  aventi un importo del finanziamento deliberato non superiore a 200.000,00 euro, l’agevolazione è erogata alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione entro 60 giorni dal ricevimento del modulo di richiesta erogazione e non in tranche.

 

La maggior parte delle agevolazioni con questo strumento avviene in leasing. Ciò perché il leasing ha caratteristiche di rapidità ed è la soluzione ideale per finanziare acquisto di strumenti e macchinari. Per esempio su un investimento di € 100.000 si ottiene un contributo di € 7.717,37.

Come funziona

La PMI presenta alla banca o all’intermediario finanziario, unitamente alla richiesta di finanziamento, la domanda di accesso al contributo ministeriale, attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti alle previsioni di legge. Le modalità di presentazione della domanda di accesso al contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Presentazione domande . Generalmente si valuta l’utilizzo di questa misura per investimenti superiori a 50.000 €.

La società di leasing verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dall’impresa, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo. Il Ministero da conferma della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo alla società di leasing (verifica QUI con il contatore quante risorse ci sono ancora) che ha facoltà di concedere il finanziamento alla azienda richiedente.

L’incentivo della Nuova sabatini è Cumulabile con altri Incentivi come il Credito d’imposta Sud e i Crediti 4.0

L’azienda, ad investimento ultimato, compila, in formato digitale la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, l’ulteriore documentazione richiesta. Le modalità per richiedere l’erogazione del contributo sono descritte nella sezione Beni strumentali (“Nuova Sabatini”) – Erogazione contributo.

Sulla fattura elettronica di vendita del fornitore va apposta la dicitura “Spesa di euro … realizzata con il concorso delle provvidenze previste dall’articolo 2, comma 5, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69″ nel rispetto di quanto previsto all’art. 10 comma 4 del DM 27 novembre 2013, la fattura che nel corso di controlli e verifiche venga trovata sprovvista di tale dicitura, non è considerata valida e determina la revoca della quota corrispondente di agevolazione.