News: È confermata la proroga fino al 31.12.2020 del credito d’imposta per le imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive delle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). Sarà quindi possibile presentare domanda per il credito d’imposta per gli investimenti fatti nel 2020 e negli anni precedenti fino al 2017!

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta per gli acquisti di beni strumentali nuovi realizzati da marzo 2017 e fino al 31 dicembre 2020, e destinate a strutture produttive situate nelle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, e nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo. Possono beneficiare del credito d’imposta tutte le imprese: indipendentemente dalla forma giuridica e dalle dimensioni che abbiano creato nuovo stabilimento, ampliato la capacità di uno stabilimento esistente oppure diversificato la produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente.

Sono possibili e agevolati investimenti anche mediante il leasing finanziario, rendendo così possibile usufruire del credito d’imposta senza drenare liquidità all’attività corrente dell’impresa e usufruendo di uno strumento finanziario rapido e fiscalmente conveniente. Gli investimenti riguardano macchinari, impianti, attrezzature varie nuove di fabbrica. Sono, quindi, esclusi dall’agevolazione i beni immateriali, gli immobili, veicoli e investimenti di mera sostituzione.

Ad Esempio un investimento in attrezzature o impianti di € 100.000 + IVA acquistato con Leasing finanziario in 5 anni con anticipo 10% e riscatto 1% e 59 canoni leasing dà diritto all’azienda ad un investimento netto agevolabile di 100.000 € che per una piccola azienda consente di ottenere subito un credito di 45.000€ da compensare con F24 delle imposte a partire dal 5 giorno successivo all’ottenimento del decreto. Se il credito d’imposta maturato è di 45.000,00 € e devo pagare un modello F24 di 5.000,00 € di cui IVA, Ires, contributi dipendenti, Imu, utilizzo il credito in F24 a saldo zero, non paga alcun importo, resta un credito residuo da compensare di 40.000,00 €.

I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica fino al 31 dicembre 2020. Il beneficiario può utilizzare il credito solo in compensazione, presentando il modello di pagamento F24, con il codice  “6869”, esclusivamente tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. La compensazione del credito può essere esercitata a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestante la fruibilità del credito.

“Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale, relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio”. Pertanto, risultano agevolabili gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature varie  relativi alla creazione di un nuovo stabilimento, all’ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente e a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente. Sono esclusi dall’ agevolazione gli investimenti di mera sostituzione in quanto gli stessi non possono essere mai considerati “investimenti iniziali”; i beni autonomamente destinati alla vendita (cd. beni merce),  i materiali di consumo. Inoltre, i beni oggetto di investimento devono caratterizzarsi per il requisito della “strumentalità” rispetto all’ attività esercitata dall’ impresa beneficiaria del credito d’imposta.”

Alcuni dettagli:

  • Le aliquote applicate al credito d’imposta sono: 25% per le grandi aziende, 35% per le medie e 45% per le piccole imprese;
  • Limite massimo dei costi agevolabili relativi a ciascun progetto di investimento, 3 milioni di euro per le piccole imprese, 10 milioni per le medie imprese, mentre è confermata la soglia di 15 milioni di euro per le grandi imprese;
  • La determinazione del credito d’imposta è sulla base del costo complessivo dei beni acquisiti  da marzo 2017 e non più al netto degli ammortamenti fiscali dedotti nel periodo d’imposta per beni ricadenti nelle categorie corrispondenti a quelle agevolabili;
  • La possibilità di cumulare il credito d’imposta con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che insistano sugli stessi costi, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalla normativa Ue. Quindi il Bonus Sud;
  • L’agevolazione non si applica ai soggetti che operano: nei settori dell’industria siderurgica, nella carbonifera, nella costruzione navale, nelle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, nella produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche;
  • Dal punto di vista dichiarativo il credito di imposta deve essere indicato nel quadro RU del modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta nel corso del quale il credito stesso è maturato (il periodo di imposta in cui sono stati realizzati gli investimenti agevolati), nonché nel quadro RU dei modelli di dichiarazione relativi ai periodi di imposta nel corso dei quali il credito viene utilizzato in compensazione, precisando che: può essere fruito annualmente senza alcun limite quantitativo e, pertanto, per importi anche superiori alla soglia di 250.000 euro applicabile ai crediti di imposta agevolativi (articolo 1, comma 53, della legge n. 244 del 2007); non si applica il limite generale di compensabilità di crediti d’imposta e contributi di cui all’articolo 34 della legge n. 388 del 2000, pari a euro 700.000 a decorrere dal 1° gennaio 2014. L’utilizzo in compensazione del suddetto credito per importi superiori a 5.000 euro non soggiace all’obbligo di apposizione del visto di conformità sul modello di dichiarazione in cui viene riportato, atteso che lo stesso non è direttamente riconducibile alle imposte sui redditi ma ha natura strettamente agevolativa;
  • Ammessa la cessione dei punti vendita. Il credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno non decade se i beni agevolati non vengono dismessi o ceduti a terzi, ma restano parte integrante dell’azienda che viene affidata in gestione ad un soggetto terzo tramite contratto di affitto. Vedi QUI
  • Bonus rideterminato se si modifica il piano d’investimento. Ai fini della fruizione del credito è necessario compilare e inoltrare telematicamente all’Agenzia delle entrate l’apposita comunicazione, nella quale è esposta la cadenza temporale dell’investimento programmato, e sono indicate le somme investite e il relativo credito di imposta. In caso di traslazione integrale o parziale degli investimenti originariamente programmati – specifica il Fisco – la presentazione di una comunicazione di rettifica comporta la rideterminazione degli anni in cui il credito d’imposta è da considerarsi fruibile, con effetti indiretti sulle previsioni di spesa, ma senza incidere sul diritto alla fruizione del credito, che resta subordinato all’effettivo realizzo degli investimenti. ( vedi Risposta Istanza 3 Febbraio 2020 n. 1 ).
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Il trasloco non cancella l’agevolazione

Nella risposta a interpello 251/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che dichiara di aver realizzato una serie di investimenti produttivi in leasing all’interno di un insediamento in affitto ubicato in un centro commerciale. A distanza di un anno, però, l’impresa constata che i risultati dell’attività non sono in linea con quanto atteso, e decide di trasferire l’unità produttiva in un Comune diverso, anch’esso rientrante in una delle aree agevolate ai fini del bonus.Tale ultimo particolare è sufficiente, per l’impresa, a conservare il diritto all’agevolazione, in quanto sebbene i beni saranno destinati a un’altra struttura produttiva, gli stessi saranno comunque impiegati in altro punto vendita rientrante appieno nei territori agevolati.

Il nesso tra la struttura produttiva e   i luoghi in cui il bene produttivo acquistato viene effettivamente utilizzato.

Nella risposta a interpello 252/20, l’Agenzia affronta il caso di un’impresa che noleggia a terze economie attrezzature tipo raccoglitori e strumentazioni particolari  identificati da tag, con tecnologia RFID UHF che permette di avere la piena tracciabilità e controllo dei
flussi di …e, in tutte le fasi del processo produttivo.  L’agenzia ritiene che,  tenuto conto che il credito di imposta spetta esclusivamente per investimenti in beni strumentali nuovi.  si ritiene sia possibile accedere al credito di imposta in questione in
presenza di un dimostrabile nesso funzionale sufficientemente stringente tra la
struttura produttiva, ubicata nelle zone agevolate, e i luoghi in cui il bene produttivo
acquistato viene effettivamente utilizzato.
Solo in presenza di uno stretto vincolo di connessione funzionale tra bene agevolabile e struttura produttiva situata in uno dei territori agevolabili, infatti, l’investimento contribuisce alla crescita di tale struttura produttiva e può essere considerato come sua mera diramazione, a prescindere dalla presenza fisica dello stesso in azienda. A tal fine occorre, quindi, che il soggetto istante mantenga in ogni caso il possesso del bene anche quando quest’ultimo viene utilizzato presso strutture localizzate al di fuori dei territori agevolabili, sopportandone i rischi relativi (guasti, responsabilità civile verso terzi, ec..) e servendosi di proprio personale per il suo utilizzo.