Nella legge finanziaria 2020 in luogo della proroga del maxi / iper ammortamento è ora previsto il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture ubicate in Italia.

Il nuovo credito d’imposta spetta alle imprese residenti in Italia, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito, quindi anche per professionisti, forfettari e imprese agricole(è però subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dei lavoratori). Quindi anche chi è in regime forfettario potrà compensare il credito con imposte sostitutive 5-15% e con contributi Inps e Inail. Le imprese agricole anch’esse prima escluse potranno compensare con Iva, contributi e Irpef o Irap.

A quanto ammonta il credito d’imposta 2020

Per gli investimenti aventi ad oggetto i beni che precedentemente godevano del super-ammortamento (beni materiali strumentali NON appartenenti all’Industria 4.0 (e quindi NON ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232), nella misura del 6 per cento del costo nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Per gli investimenti aventi ad oggetto i beni che precedentemente godevano dell’iper-ammortamento (beni materiali strumentali appartenenti all’Industria 4.0 e quindi ricompresi nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232), nella misura del 40 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e nella misura del 20 per cento per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Per gli investimenti aventi ad oggetto beni ricompresi nell’allegato B annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (i software), nella misura del 15 per cento del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro5

Come usufruirne

Per la fruizione dell’agevolazione è richiesta un’apposita comunicazione al MISE, al quale è demandata l’individuazione delle modalità e dei termini di invio della stessa.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione con il mod. F24, in 5 quote annuali di pari importo (3 quote per gli investimenti in beni immateriali) a decorrere:

  • dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni;
  • dall’anno successivo a quello in cui è intervenuta l’interconnessione per gli investimenti in beni di cui alle predette Tabelle A e B.

Con la risoluzione n. 110 del 31 dicembre 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti in tema di modalità di presentazione dei modelli F24 contenenti crediti d’imposta utilizzati in compensazione. QUI il testo.

I beni in questione devono essere strumentali all’attività esercitata e di uso durevole e nuovi di fabbrica.

Nota Bene

Il soggetto beneficiario è tenuto a conservare, a pena di revoca dell’agevolazione, la documentazione attestante l’effettivo sostenimento del costo e la corretta determinazione dell’importo agevolabile. Le fatture devono riportare l’espresso riferimento alle disposizioni normative in esame. Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194

Il credito d’imposta non può essere ceduto o trasferito, non è tassato ai fini IRPEF / IRES / IRAP ed è cumulabile con altre agevolazioni aventi ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito ai fini IRPEF / IRES e della base imponibile IRAP, non comporti il superamento del costo sostenuto.

Non sono ammessi beni quali auto e moto e beni con percentuale di ammortamento inferiore al 6,5% (immobili e simili)

Per i beni soggetti a Industria 4.0 è richiesta una perizia attestante le caratteristiche tecniche dei beni e l’interconnessione al sistema aziendale. Per i beni di costo unitario pari o inferiore a € 300.000, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

Esiste una coda a consegne e entrate in funzione entro Giugno 2021 per gli ordini effettuati entro dicembre 2020 con versamento di acconto entro tale data del 20%.

Differenza con la precedente agevolazione

Rispetto al super e iper ammortamento l’agevolazione si estende a microimprese in regime forfettario e a professionisti ampliando la platea di beneficiari rappresentando non più un incremento figurativo del costo dei beni come nel Super e Iper ammortamento ma un vero e proprio “sconto” dalle imposte dovute. Il nuovo credito d’imposta del 6% si utilizza poi in compensazione nell’F24 in cinque quote annuali di pari importo a partire dall’anno successivo a quello di acquisto dei beni e non in tutto il periodo di ammortamento.

Il nuovo credito d’imposta 6% non è poi tanto differente dal precedente. A conti fatti il superammortamento per una società di capitali generava un tax saving del 7,2% (pari al 30% x 24%). Il beneficio si riduce per investimenti maggiori a 2,5 milioni di euro.

Ulteriori Dettagli

I beneficiari del credito d’imposta sono le imprese che, a decorrere dal 1º gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021 – in tale ultimo caso se entro il 31 dicembre 2020 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione – effettuano investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

Sono esclusi dall’agevolazione gli investimenti concernenti: 

  • veicoli e altri mezzi di trasporto, sia che vengano utilizzati esclusivamente per l’esercizio dell’impresa (la cui deducibilità è integrale), sia che vengano usati con finalità non esclusivamente imprenditoriali;
  • beni per i quali il D.M. 31 dicembre 1988 prevede coefficienti di ammortamento inferiori al 6,5% (ammortamento più lungo di 15 esercizi);
  • fabbricati e le costruzioni;
  • beni di cui all’allegato 3 annesso alla legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 2015). L’allegato 3 citato riguarda, a titolo di esempio, le condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; le condotte utilizzate dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; il materiale rotabile, ferroviario e tramviario; gli aerei completi di equipaggiamento;  i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.
  • Sono invece compresi autocarri trattori muletti e altri mezzi semoventi.

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